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Escursioni guidate nei parchi nazionali italiani: i percorsi meno turistici che sorprendono anche gli esperti

📅 10 Agosto 2026✍️ di Leonarda Marotta⏱️ 3 min di lettura

I parchi nazionali italiani custodiscono sentieri che la maggior parte dei turisti non conosce. Mentre i percorsi classici si affollano di visitatori, esistono itinerari alternativi che regalano esperienze autentiche e paesaggi intatti. Ho scoperto questi luoghi durante anni di ricerche ornitologiche, camminando dove pochi si avventurano.

Le Alpi Apuane: oltre i sentieri battuti

Quando penso ai parchi nazionali, la mente corre alle Alpi Apuane. Ma dimentichiamo spesso i tracciati minori che collegano i rifugi meno noti. Il sentiero che da Castelpoggio conduce a Passo della Tambura rappresenta una vera sorpresa: attraversa una faggeta secolare dove nidificano il picchio nero e l’astore.

Ho fotografato qui alcuni dei miei migliori scatti di fauna alpina. La quota non è eccessiva, circa 1.500 metri, eppure l’isolamento assoluto. Non incontrerete gruppi di turisti in battuta, solo il suono dei corvi imperiali che volteggiavano sui pinnacoli.

Il percorso richiede 5-6 ore andata e ritorno. Meglio partire all’alba per cogliere il momento migliore per l’osservazione degli uccelli. Portate binocoli: la varietà di specie in questo settore è straordinaria.

Gran Paradiso: la valle ignorata

Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso esiste una valle che sfugge ai radar turistici: la Val di Rhêmes. Mentre il Passo del Nivolet attira migliaia di escursionisti in estate, qui il silenzio regna incontrastato.

Il sentiero che risale il rio verso il lago Djouan offre viste sugli ibis dalle ali bianche, specie reintrodotta grazie ai programmi di conservazione Reintroduzione di specie. Le rocce levigate dal ghiacciaio creano scenari quasi lunari, particolarmente suggestivi all’alba.

La pendenza è moderata, le distanze gestibili anche per chi non sia ultramaratoneta. Tre ore circa per raggiungere il lago, dove una riflessione personale sulla solitudine nella natura acquista dimensioni quasi spirituali.

Cinque Terre oltre il turismo di massa

Le Cinque Terre sono una trappola turistica consapevole. Ma chi conosce il versante nord-orientale accede a sentieri costieri dove il clamore dei selfie si dissolve nel rumore delle onde.

Dal rifugio dell’Arnpia fino a Portovenere, esiste un tracciato poco pubblicizzato che costeggia falesie selvagge. Ho osservato qui gabbiani corallini e falchi pellegrini in caccia. Le fotografie trasmettono fatica e adrenalina insieme.

Sei ore di cammino continuo, con brividi di vertigine su sbalzi di 200 metri. Non è una passeggiata domenicale, ma una vera immersione nella Biodiversità marina costiera ligure.

Appennino Tosco-Emiliano: i funghi e gli uccelli

Questo parco rappresenta il confine ecologico tra il Mediterraneo e il centro Europa. I percorsi che portano a Monte Cimone passano attraverso ecosistemi in rapida trasformazione, affascinanti per chi studia dinamiche naturali.

Ho trascorso intere stagioni autunnali qui, documentando migrazioni di tordi e cesene. I faggi centenari creano un’architettura verticale che magnifica le vocalizzazioni degli uccelli. Il canto del codirosso spazzacamino risuona come una firma sonora di questi boschi.

Percorsi di 4-5 ore, con quote altitudinali tra 1.600 e 2.100 metri. L’accesso dal rifugio Duca degli Abruzzi rimane preferibile al versante veneto, più trafficato.

Consigli pratici per escursionisti consapevoli

Pianificate visite in primavera e autunno. Estate significa caldo eccessivo e concentrazione di turisti anche su percorsi minori. Inverno richiede attrezzatura alpinistica seria.

Scarpe robuste, zaino con almeno due litri d’acqua, mappa cartacea. Gli smartphone falliscono quando servono. Una guida locale, quando possibile, trasforma l’escursione in opportunità di apprendimento reale.

Rispettate i tempi di nidificazione degli uccelli: segnalati nei siti dei parchi nazionali. Non avvicinarvi a nidi, non fate rumore durante l’alba. La natura non è uno scenario scenico per foto, è uno spazio dove altri esseri vivono.

I parchi italiani possiedono ancora zone intatte. Scoprirle richiede curiosità, preparazione, rispetto. La fotografia e la scrittura mi insegnano a vedere: questi sentieri meno noti meritano lo stesso sguardo attento riservato ai capolavori.

Leonarda Marotta

Leonarda Marotta, appassionata di ornitologia, racconta le sue esperienze nei parchi italiani dove ha partecipato a progetti di osservazione degli uccelli sulle Alpi Apuane. Ama coniugare fotografia e scrittura per trasmettere la bellezza della natura.