Non usare mai questa marca di tonno: è tra le più scadenti in commercio

Quando scegli il tonno in scatola, potresti non renderti conto delle grandi differenze tra i vari prodotti sugli scaffali. Alcune marche di tonno sono considerate scadenti per via della qualità delle materie prime, dei metodi di lavorazione e della presenza di sostanze poco salutari. Scoprire quali sono i segnali del tonno di bassa qualità ti aiuterà a portare in tavola solo alimenti sicuri e gustosi.
Quali sono le caratteristiche del tonno di bassa qualità?
Il tonno di scarsa qualità si distingue spesso per il colore spento e una consistenza che tende a sbriciolarsi facilmente. Tra le principali caratteristiche negative ci sono un sapore eccessivamente salato, la presenza di fibre dure o scolorite e un odore poco gradevole all’apertura della scatoletta.
Un altro segnale è la quantità di liquido di governo: se ce n’è troppo, la resa in termini di pesce effettivo diminuisce. Inoltre, alcune marche utilizzano specie meno pregiate o più soggette ad accumulare metalli pesanti, come il tonno pinna gialla, noto per trattenere più mercurio rispetto al tonnetto striato.
Secondo test di laboratorio condotti nel 2020, 5 campioni su 28 di tonno in scatola in Italia hanno superato il limite di mercurio consentito, risultando tra i prodotti più contaminati a livello europeo.
Perché evitare il tonno di questa marca?
Le ragioni per cui dovresti evitare il tonno da non comprare riguardano soprattutto la sicurezza alimentare e la qualità nutrizionale. Alcune marche di tonno di bassa qualità possono presentare livelli elevati di sale, anche fino a 1,5 g per 100 g di prodotto sgocciolato, un valore considerato penalizzante nei test di assaggio.
La presenza di mercurio oltre i limiti legali è un rischio concreto, come dimostrano i dati raccolti nei test del 2020. Consumare regolarmente tonno con sostanze nocive può esporre a rischi per la salute, in particolare per bambini e donne in gravidanza.
Oltre a ciò, alcuni prodotti utilizzano metodi di pesca poco sostenibili, contribuendo al depauperamento delle risorse marine e alla cattura accidentale di specie protette.
Come riconoscere un tonno di buona qualità?
Per distinguere un tonno di qualità, osserva attentamente l’aspetto del pesce, che dovrebbe presentarsi compatto, dal colore uniforme e con un profumo delicato. La lista degli ingredienti deve essere corta: tonno, olio (o acqua) e sale, senza additivi o aromi artificiali.
Verifica anche la specie utilizzata: il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis) è generalmente considerato più sostenibile e contiene meno metalli pesanti rispetto ad altre specie. Scegliere prodotti con certificazioni di pesca responsabile è un altro indicatore di attenzione alla qualità.
Un altro elemento da valutare è la trasparenza dell’etichetta, che dovrebbe indicare chiaramente la zona di pesca e il metodo di cattura, come sottolineato anche nella pagina Wikipedia sul tonno in scatola.
Marche di tonno da evitare assolutamente
Test di laboratorio hanno evidenziato che almeno 5 marche di tonno in scatola vendute in Italia hanno ricevuto recensioni negative per superamento dei limiti di mercurio e per la scarsa qualità del prodotto. I consumatori lamentano spesso problemi come sapore troppo salato, consistenza stopposa e presenza di liquido in eccesso.
Secondo le statistiche disponibili, una percentuale significativa di clienti segnala problemi di qualità su alcune referenze di tonno, tra cui odore sgradevole e perdita di compattezza del filetto. Prodotti penalizzati nei test sensoriali sono spesso gli stessi che presentano valori nutrizionali poco equilibrati.
Evita le marche che non specificano chiaramente la specie di tonno o la provenienza e che mostrano risultati negativi nei test di laboratorio.
Quali alternative al tonno scadente?
Se vuoi evitare il tonno poco raccomandabile, orientati su prodotti che dichiarano la pesca sostenibile e la tracciabilità della filiera. Il tonnetto striato è da preferire: oltre a essere più sostenibile, contiene meno mercurio rispetto ad altre specie.
Considera anche di acquistare tonno al naturale, senza aggiunta di sale, o di provare conserve artigianali, che spesso garantiscono qualità superiore e lavorazioni più rispettose della materia prima. Un altro consiglio è scegliere scatolette con la dicitura “filetti” anziché “tranci”, perché offrono una migliore resa e consistenza.
Ricorda che un prezzo estremamente basso può essere un segnale di allarme: il vero risparmio è scegliere prodotti sicuri e gustosi, come descritto nella pagina Wikipedia dedicata al tonno.
In definitiva, leggere attentamente le etichette, informarsi sulle specie utilizzate e conoscere i risultati dei test di laboratorio può fare la differenza tra un acquisto consapevole e uno rischioso. Scegli prodotti che rispettano la tua salute e quella dell’ambiente: il tuo palato e il pianeta ti ringrazieranno.
Andrea Basile
Biologo Nutrizionista, Dottore di Ricerca
Biologo Nutrizionista iscritto all'ONB (Ordine Nazionale Biologi), con Dottorato di Ricerca in Scienze della Nutrizione conseguito all'Università Federico II di Napoli. Riceve in studio a Napoli e online, seguendo pazienti con patologie croniche e sportivi agonisti. Relatore a convegni nazionali su microbiota intestinale e prevenzione cardiovascolare.