Il tonno in scatola fa male? Ecco la marca che fa male a cuore, ossa e occhi

Il tonno in scatola può sembrare una scelta pratica e salutare da aggiungere alla tua dieta, ma alcuni dettagli spesso trascurati meritano attenzione. Diversi studi hanno mostrato che questo alimento può contenere livelli di mercurio e altre sostanze potenzialmente dannose, variabili a seconda della marca e della specie di tonno utilizzata. Ma il tonno in scatola fa davvero male? E quali sono le marche che potrebbero presentare più rischi?
Quali sono i rischi per la salute associati al tonno in scatola?
Il rischio principale legato al consumo regolare di tonno conservato riguarda la contaminazione da mercurio. Questa sostanza tossica, accumulandosi nell’organismo, può influenzare negativamente il sistema nervoso, il cuore e la vista. Secondo l’EFSA, la dose settimanale tollerabile di metilmercurio è di 1,3 microgrammi per kg di peso corporeo.
Un altro elemento da tenere in considerazione è la presenza di sodio e conservanti. Mentre il sodio può contribuire ad aumentare la pressione arteriosa, alcuni conservanti potrebbero essere fonte di reazioni allergiche o disturbi gastrointestinali nei soggetti più sensibili. Inoltre, il tonno in lattina può perdere parte degli acidi grassi omega-3 rispetto al pesce fresco.
Marche di tonno in scatola e livelli di mercurio: cosa sapere
Nel 2012 l’Unione Europea ha fissato per il tonno in scatola un limite massimo di mercurio pari a 1 mg/kg sul peso fresco. Questo valore è circa tre volte superiore a quello imposto per altre specie ittiche. Secondo uno studio condotto da ONG Bloom, il 100% dei campioni di tonno in lattina analizzati presentava tracce di mercurio, con il 57% che superava i 0,3 mg/kg. Tuttavia, quasi tutti restavano entro i limiti di legge UE previsti per questa specie.
Non vengono mai pubblicati elenchi ufficiali di marche di tonno in scatola pericolose, ma scegliere prodotti di aziende trasparenti sull’origine del pesce e sui controlli di qualità può ridurre il rischio di assumere quantità eccessive di mercurio. Le linee guida raccomandano di variare il più possibile le fonti di pesce e di non eccedere nelle porzioni settimanali.
Come scegliere un tonno in scatola sicuro per la salute?
La scelta di un tonno in scatola sicuro passa da alcune regole semplici. Prima di tutto, controlla sempre l’etichetta: preferisci prodotti che indichino la specie di tonno utilizzata, la zona di pesca e l’assenza di additivi inutili. Il tonno a pinne gialle e il tonnetto striato tendono ad accumulare meno mercurio rispetto al tonno rosso.
- Scegli tonno confezionato in acqua invece che in olio per ridurre l’apporto calorico e di grassi saturi.
- Limita il consumo a una o due porzioni a settimana, come suggerito dall’EFSA, soprattutto per bambini, donne in gravidanza e in allattamento.
- Alterna il tonno a varietà di pesce a basso contenuto di mercurio, come sardine, sgombro o salmone.
La conserva alimentare è regolamentata da precise normative igienico-sanitarie che tutelano il consumatore, ma la prudenza resta fondamentale nella scelta e nella frequenza d’uso.
Benefici e rischi del consumo di tonno in scatola
Il tonno in scatola è una fonte di proteine magre e contiene acidi grassi omega-3, utili per la salute cardiovascolare. Tuttavia, il rischio tonno in scatola riguarda soprattutto l’accumulo di mercurio, che può essere particolarmente insidioso se consumato in eccesso.
Alcuni studi hanno collegato un consumo eccessivo di tonno conservato a possibili problemi cardiaci, deficit cognitivi e disturbi visivi, soprattutto nei segmenti della popolazione più vulnerabili. D’altro canto, un consumo moderato secondo le linee guida ufficiali non comporta rischi specifici per la maggior parte della popolazione adulta.
- Il tonno in lattina è pratico e versatile in cucina.
- Contiene vitamine del gruppo B, ferro e selenio.
- Attenzione però alle calorie e al sale nei prodotti in olio.
Secondo quanto riportato su Wikipedia, il tonno è uno dei pesci più pescati e consumati al mondo, ma proprio per questo è soggetto a controlli e a una certa variabilità nella qualità finale del prodotto.
Quali alternative al tonno in scatola per una dieta sana?
Se vuoi alternare il tonno in scatola o ridurne il consumo, hai molte opzioni valide. Pesci come sardine, sgombro o salmone offrono un profilo nutrizionale simile, ma con minori rischi legati al mercurio. Anche il pesce fresco o surgelato, cotto al vapore o alla griglia, è un’ottima alternativa.
- Opta per legumi in scatola come fonte proteica vegetale.
- Prova le conserve di pesci piccoli, meno soggetti all’accumulo di contaminanti.
- Integra la dieta con uova o carni bianche magre.
Ricorda che una dieta varia e bilanciata ti permette di godere dei benefici del pesce senza correre rischi inutili. Segui sempre le raccomandazioni ufficiali sulle quantità settimanali e scegli prodotti di qualità, evitando abitudini monotone che possono favorire l’accumulo di sostanze indesiderate.
Consigli pratici per ridurre i rischi
- Non superare due porzioni di tonno in scatola a settimana.
- Preferisci i prodotti con etichette trasparenti sulla provenienza e la specie.
- Varia spesso tipo di pesce e fonti proteiche.
- Evita il tonno nei periodi di gravidanza, allattamento e per bambini piccoli, oppure consulta uno specialista.
Seguendo queste semplici accortezze, il tonno in scatola può restare un alleato pratico e gustoso, senza compromettere la tua salute. La moderazione e la qualità sono le chiavi per un’alimentazione equilibrata e sicura.
Claudia Ferrara
Medico Chirurgo, Specialista in Scienza dell'Alimentazione
Medico Chirurgo iscritta all'Ordine dei Medici di Roma, con specializzazione in Scienza dell'Alimentazione conseguita presso l'Università La Sapienza. Da 12 anni lavora in ambito clinico occupandosi di nutrizione preventiva e patologie metaboliche. Autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate, collabora con ambulatori pubblici e privati per programmi di educazione alimentare.