Il castello di Azzurrina
Il castello di Montebello si trova nell’entroterra di Rimini, arroccato su di un’altura dalla quale si gode un panorama che coinvolge Marche ed Emilia Romagna.
E’ di proprietà dalla famiglia Guidi, ancora oggi perfettamente arredato con i pezzi originali.

Il castello é rinomato soprattutto per il mistero di Azzurrina, bambina scomparsa nel nulla da un corridoio della fortezza nella seconda metà del 1300.
Azzurrina al secolo era Guendalina Malatesta, bambina che rischiava, solo per il fatto di essere albina, di venir messa alla forca per stregoneria.
Sua madre cercava di proteggerla tingendole i capelli con delle erbe, ma poiché i capelli degli albini non hanno pigmentazione, alla fine avevano solo preso una leggera tonalità azzurrina.
Un giorno la bambina giocava con una palla di pezza nella fortezza, guardata a vista da due soldati incaricati di proteggerla. La palla rotolò giù per la scala che portava alla ghiacciaia, una sorta di cantina. Sapendo che quella stanza aveva una sola via di entrata, i soldati non si preoccuparono quando videro Azzurrina che si lanciava all’inseguimento della palla. Sentirono solo un grido da lì sotto… poi niente più: né Azzurrina né la palla furono più ritrovate, anche dopo aver setacciato l’intero castello e il circostante borgo.
Ogni anno che finisca per 0 o per 5, nella notte del solstizio di estate (data della scomparsa di Azzurrina), ancor oggi la si sente piangere tra le mura del castello.
Dal 1989, in cui vi é stata la ristrutturazione, sono state fatte le registrazioni dell’evento, l’ultima delle quali (giugno 2000) non é però ancora disponibile. La registrazione del 1990 é avvenuta ad opera della RAI e si sente una voce di bambina piangere sommessamente in mezzo ai rumori di un temporale; la seconda (1995), ad opera dell’università di Bologna, evidenzia chiaramente un grido della stessa voce. Fino al 1995, nella prima registrazione si sentivano anche dodici rintocchi di campana. Da una ricerca é risultato che nella zona non ci sono campane che suonino con quel timbro, e comunque questo particolare é stato tolto perché non si é ripetuto nel 1995 (ragione quantomeno opinabile!).

Le visite guidate sono l’unico modo per poterlo visitare: partono dal palazzo, dove vivevano i signori, per poi passare alla fortezza, dove dimoravano circa un centinaio di soldati in pianta stabile. Tra le due parti, é la seconda quella che attira di più la curiosità dei visitatori: pare che siano proprio due stanze della parte signorile quelle che ancora oggi riescono ad evocare maggiormente diverse entità presenti nel castello oltre ad Azzurrina. L’antica sala da pranzo dei Guidi e a tutt’oggi vi si trova l’originale tavolo di legno. Fino ad alcuni anni fa, le guide permettevano che i visitatori appoggiassero le mani sul piano e una grande percentuale di questi asseriva di sentire una vibrazione di energia. Oggi non é più possibile, perché si cerca di dare la precedenza alla salvaguardia dei mobili, ma ancora su questo tavolo si svolgono sedute medianiche e psicometriche, e pare che non poche volte il tavolo, con i suoi tre quintali e mezzo di peso, si alzi ad altezza di uomo e vada in giro per la stanza (fatti documentati da registrazioni video tenute dall’università di Bologna)!
La seconda stanza ha un soppalco a ferro di cavallo. Le guide raccontano che sette anni fa il custode stava pulendo il pavimento quando si é sentito osservato e, guardando sul muro, ha visto l’ombra di una seconda figura. Al momento ha pensato ad un ladro ma, voltandosi, si é trovato davanti ad una figura femminile di consistenza eterea che camminava con i piedi contro il soppalco e a testa in giù, i capelli che sfioravano il pavimento! Quasi a dimostrare al custode che non sia stato solo un sogno, sotto il soppalco sono rimaste orme di piedi nudi che sono rimaste vivide nonostante l’accurata pulizia del legno, per poi affievolirsi gradualmente nel corso dei sette anni trascorsi. Ora ce ne sono solo poche parzialmente visibili.
Dal palazzo, passando all’esterno per il cammino di ronda dei soldati, si arriva alla fortezza. In questa parte del castello é situato il mobile più suggestivo di tutto il castello. Si tratta di una cassapanca il cui schienale é costituito da una tavola di legno dipinto che ancora oggi mantiene i colori inalterati, malgrado abbia circa 1000 anni.
Al castello di Montebello le ricerche si susseguono incessanti e non vi é dubbio che, per la parapsicologia italiana, esso costituisca uno dei luoghi che in assoluto sono in grado di fornire materiale a dir poco interessante.
